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Chiesa di San Bernardino

Chiesa di San Bernardino


La chiesa ad una navata presenta una facciata con mattoni a vista e sobrie linee barocche ed un campanile a tre piani. L’edificio era dedicato all’Assunzione di Maria Vergine. Fu affidata alla cura della Confraternita dei Battuti Bianchi,

Chiesa di costruzione probabilmente databile a metà Settecento collocata sulla centralissima Via Montegrappa Come per la maggior parte delle opere virlesi datare il periodo della costruzione originaria è cosa improba ai limiti dell'impossibile: per la chiesa di San Bernardino passiamo dal XV secolo al 1856: entrambe le date sono, a ns/ avviso inattendibili, l'erezione di questa chiesa può essere fatta risalire a metà del 1700 e dagli annuari della Confraternita si può supporre che essa fu dono di un ricco possidente che volle lasciare memoria di se. Dal lato architettonico la chiesa ha linee molto semplici e pulite improntato ad una snellezza architettonica che da', all'occhio umano, l'impressione che il fabbricato sia ben più ampio di quella che è la realtà. La pianta è quadrata come pure quadrata è l'abside con ai lati due corpi di fabbrica più bassi destinati uno a sacrestia e l'altro a magazzino (ora isolato dalla chiesa ed aggregato al Circolo parrocchiale). Ha due cappelle laterali, fra le quali una è dedicata alla fuga di Gesù Bambino in Egitto. Di significativo valore artistico è l'organo, in disuso da anni, realizzato dalla ditta CONCONI a metà del 1700, analogo a quello esistente nella basilica di Superga. LA FUGA IN EGITTO Posto a destra del coro, è una significativa rappresentazione della madonna con in grembo il bambino in procinto di fuggire in Egitto per scampare alla Strage degli innocenti. Intorno a loro Dio, i santi e un angelo. IL MIRACOLO di SAN SIRO Posto a sinistra del coro, il grandioso quadro raffigura il santo nell'atto di rivolgersi all'Eterno Padre, allo Spirito Santo rappresentato dalla colomba e a Gesù Cristo che lo attende con la croce nella mano sinistra. Alcuni angeli gli tengono il pastorale, un altro la mitria, ed un altro un piatto con cinque pani e due pesci. Sul fondo del quadro si intravede il paesaggio di Virle.