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Chiesa di Sant'Antonio

Chiesa di Sant'Antonio


Edificio ad una sola navata, con linee semplici e probabilmente databile all'inizio del XVII secolo. La Chiesetta dedicata a Sant’Antonio Abate si trova alle confluenza tra le strade provinciali n. 138 (Buriasco – Poirino), 141 (None – Pancalieri) e 148 (Vigone – Virle). L'esistenza della cappella votiva, si perde nella notte dei tempi: dagli atti parrocchiali essa esisteva sicuramente nell'anno 1750 come risulta dalla relazione acclusa alla visita pastorale, avvenuta in quell'anno, ove il Parroco di allora, Don Michele Maria MOLINA, dice "… vi è ancora una Cappella rustica e coperta a coppi, senza porta, in cui vi entrano le bestie, e fansi immondeze dovendo questa essere sotto il titolo di S. Antonio di Padova, dal momento che l'Antica nel di cui Luogo si è riedificata questa che era sotto il med.mo titolo…" Prosegue asserendo che si trattava di una cappella privata di proprietà dei Sigg. GHIO, virlesi, mugnai in Moncalieri; più volte invitati a restaurare la chiesa avevano sempre promesso di farlo senza però onorare l'impegno. Sempre su una ulteriore relazione, in occasione della successiva visita pastorale nel 1825, don Francesco TERNAVASIO scrive: "… la cappella di Sant'Antonio comprata e riparata dalle oblazioni dei fedeli…" segue una descrizione che si avvicina a quella che è la situazione attuale; si presume quindi che nel lasso di tempo intercorso la chiesetta sia stata acquistata dalla comunità Virlese e ristrutturata allo stato attuale oltre ad averla dedicata a S. Antonio Abate. Da ciò che è dato a vedere e dalle caratteristiche costruttive intrinseche possiamo far risalire la prima edificazione alla metà del 17esimo secolo, come tantissime chiese coeve erette dalle popolazioni a scioglimento di ex voto fatti in occasione della pestilenza abbattutasi sul nord Italia verso il 1630 (di Manzoniana memoria…) e per la quale ci si rivolse, in preghiera, verso quei Santi che sono considerati particolari intercessori per specifiche circostanze (S. Antonio Abate e da Padova, S. Michele (in fœderis), S. Rocco.....). Della chiesa si è ritrovata una foto antecedente al 1918 (mancano gli alambicchi della famiglia DELLACROCE costruiti nell'anno citato ed abbattuti a metà degli anni '80), l'aspetto del frontale è più curato ed i Santi nei riquadri laterali sono diversi dagli attuali (sicuramente uno era S. Agostino), il dipinto centrale, sull'entrata, rappresentava Sant'Antonio Abate in preghiera davanti alla Vergine: molto probabilmente era uguale al quadro che campeggia sull'altare interno. Purtroppo il decorrere del tempo ed, ammettiamolo, l’incuria dell’uomo hanno minato l’aspetto sia interno, (compreso lo spoglio degli ex voto di non lontana memoria), che esterno per cui la comunità Virlese ritenne, negli ultimi anni, doveroso intervenire nel recupero del fabbricato che vuole anche essere un rinverdimento di ciò che esso rappresenta. Una cronaca virlese dell '800 ricorda che al santo era dedicata la vivace festa del 17 gennaio: la sera della vigilia si accendeva il fuoco di fascine ponendolo ad ovest della cappella. Il fuoco era uno dei simboli del santo, che avrebbe visitato l'inferno vincendo ed incatenando il demonio come un cagnolino: inoltre era il protettore degli animali da cortile, in particolare il maiale, il cui grasso serviva a lenire i dolori conseguenti alle lesione neurologiche dell' Herpes Zoster (il fuoco di Sant'Antonio) e dell' Ergotismo Canceroso (il cosiddetto "fuoco sacro" portato da una contaminazione del pane di segale con un fungo tossico). Sulla facciata, come si vede nella foto di inizio secolo scorso (cfr. immagini) erano raffigurati S. Luigi Gonzaga e un altro santo non meglio specificato: si dovrebbe però all'iniziativa recente la presenza di altre due pitture che ritraggono in modo alquanto rozzo S. Bartolomeo e S. Malchiorre, nomi onomastici assai frequenti tra la popolazione Virlese. Al centro, dentro ad un ovale, vi é un affresco di buona fattura che raffigura il santo titolare attorniato dai vari simboli a lui attribuiti ( il maiale, la campanella, il bastone a forma di Tau). Paolo Castagno "Virle Storia ed Arte" Stultifera Navis 2000.