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LO STEMMA COMUNALE: STORIA E DESCRIZIONE

Lo stemma Comunale: storia e descrizione

Il Sindaco Mattia Robasto, nel mese di Maggio 2018, nell'ottica di migliorare in ogni aspetto il nostro Comune, ha deciso di sottoporre al voto del Consiglio Comunale la modifica allo Statuto per meglio identificare, tanto dal punto di vista storico quanto dal punto di vista araldico, lo stemma del Comune ed il suo gonfalone.

La ricerca alla base delle modifiche é stata condotta da Michelangelo Ferrero in collaborazione con Lorenza Biolatto. Il "NUOVO" stemma differisce in alcuni particolari da quello precedentemente in uso come, ad esempio, lo scudo timbrato dalla corona di comune in linea con la legislazione post unitaria (e che ritroviamo anche scolpito sul banco della sala Consiliare) pur mantenendo, all' interno dello scudo, la corona di nobilità generosa all'antica a testimonianza del glorioso passato del nostro Comune che ha una storia millenaria.

Per i più scrupolosi, riportiamo di seguito la balsonatura e le differenze con lo stemma in vigore precedentemente.


"D' azzurro, ad un fascio di rami di salice al naturale, legato da un nastro d'argento e accompagnato da due lettere capitali V e P del medesimo, la prima, addestrata, l'altra, contrapposta, e da una corona di nobiltà generosa all'antica d'oro, posta in capo.
Lo scudo, appuntito, timbrato da corona murale di Comune storica, conforme alla Legge Comunale e Provinciale del 1865, formata da un cerchio di muro d'oro, aperto di 4 pusterle, e sormontato da 5
merli aperti d'argento, uniti da muricciolo dello stesso; ed ornato da due fronde, passate in punta, in croce di S. Andrea, l'una, di alloro, l'altra, di quercia, e legate da un nastro d'oro.
Motto: VINCIT PRUDENTIA VIRES su nastro bifide svolazzante d'oro posto in punta allo scudo, poggiato ed avvolgente i rami di alloro e di quercia".

Nel passaggio allo stemma in uso attualmente, sono stati osservati i seguenti capisaldi:
1) Si è rispettato il più possibile la storia dello Stemma e del luogo.
2) Si mantiene la forma dello scudo e le figure del campo.
3) Si aggiunge la corona di nobiltà generosa all’antica, la quale timbrava lo scudo dal 1772 al 1864, (Virle era stata insignita dal titolo marchionale nel 1772) in capo al fascio di rami di salice.
4) Il nastro bifide svolazzante dove è scritto il motto, si colloca (come araldicamente più corretto) sotto la punta dello scudo. Il nastro mantiene lo smalto d’oro, come da consuetudine in uso.
5) Si mantiene lo smalto d’oro per il nastro che lega le fronde di alloro e di quercia, come da consuetudine in uso.
6) La corona usata a timbrare lo scudo, come da consuetudine in uso, è quella adottata dal Comune di Virle, Comune del neo formato Regno d’Italia, come stabiliva la legge Comunale e Provinciale del 1865, (in sostituzione di quella di nobiltà generosa all’antica). Essa fu (tra i diversi tipi di corona comunale che si susseguirono) la prima ad essere stata apposto sullo scudo. E’ dipinta sul soffitto nella sala di Consiglio ed intagliata nel legno sul banco. Fu sempre usata sino ai nostri giorni (con aggiunta di una pusterla, non rispondente).
7) Per il Gonfalone il “gheronato” richiama le pale d’acqua del molino (presente a Virle sin dal 1262), ed anche gli antichi gonfaloni da pallio o torneo medievali e richiama all’antichità della Comunità.


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